Studiare a Pisa per entrare nel mondo della ricerca

Salve a tutti, quest'anno dovrò scegliere la sede universitaria per studiare informatica, di conseguenza informandomi su quale sarebbe l'università ideale da scegliere, tra tutte quelle in italia risalta in particolare Pisa (almeno per fama).
In ogni caso a me interesserebbe entrare nel campo della ricerca, quindi mi chiedevo se il corso di laurea di informatica a Pisa riesce a formare discretamente in tal senso per non avere problemi in un dottorato all'estero.

Grazie per l'attenzione ^^
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Comments

  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    Non so da dove arrivi questa fama. Anzi, mi interesserebbe sapere chi mette in giro queste voci. Chi te l'ha consigliata, e perché?

    Venendo al merito, diciamo che dipende anche dal tipo di ricerca che vorrai intraprendere dopo. Pisa credo sia abbastanza rinomata sulla semantica, analisi di linguaggi, e cose del genere. Non che sia chissà che cosa come qualità, ma sta di fatto che in quasi tutto il resto del mondo non sappiano nemmeno cosa sia la semantica, almeno a livello di undergrad. So che c'è qualche università in Germania in cui si studia, ma poca roba. Il grave problema della semantica è che è disastrosamente noiosa e inutile. Checché ne dicano i prof. in unipi. O per meglio dire, se c'è qualche utilità nella semantica e/o qualche interesse, coi loro ventimila corsi di semantica tutti uguali non sono mai riusciti a convincermene.

    Per le altre cose, Pisa è messa maluccio per quanto riguarda la preparazione alla ricerca. Ma non saprei nemmeno che altra università consigliarti, che non sia il MIT (a dire il vero ne conosco poche altre in Italia). Puoi fare ricerca dopo aver fatto l'università a Pisa, ma devi studiare molto per conto tuo, e contemporaneamente perdere un sacco di tempo dando montagne di esami-fuffa inutilissimi e deprimenti. Ripeto, non so se altre università italiane siano meglio o peggio di Pisa, comunque a Pisa è così.
  • YmirYmir Posts: 183
    edited January 2016
    Fama storica... però relativamente all'Italia non siamo mica da buttare via, dai. Si dice che anche il politecnico di Milano sia buono, anche migliore di Pisa, ma non so se è davvero così e non so cosa viene valutato da chi si mette a dire che un'università italiana è meglio di un'altra. Quali ambiti ti interessano, per ora, per la ricerca?
  • JokerJoker Posts: 82
    MindFlyer wrote: »
    Venendo al merito, diciamo che dipende anche dal tipo di ricerca che vorrai intraprendere dopo. Pisa credo sia abbastanza rinomata sulla semantica, analisi di linguaggi, e cose del genere. Non che sia chissà che cosa come qualità, ma sta di fatto che in quasi tutto il resto del mondo non sappiano nemmeno cosa sia la semantica, almeno a livello di undergrad. So che c'è qualche università in Germania in cui si studia, ma poca roba. Il grave problema della semantica è che è disastrosamente noiosa e inutile. Checché ne dicano i prof. in unipi. O per meglio dire, se c'è qualche utilità nella semantica e/o qualche interesse, coi loro ventimila corsi di semantica tutti uguali non sono mai riusciti a convincermene.

    Da incorniciare. Riassume bene gli anni di studio a Pisa.
  • MindFlyer wrote: »
    Non so da dove arrivi questa fama. Anzi, mi interesserebbe sapere chi mette in giro queste voci. Chi te l'ha consigliata, e perché?

    A livello generale Pisa gode di una buona fama a livello universitario per le materie scientifiche, in particolare fisica e informatica, poi non so se sia solo fama oppure vera e propria sostanza. In ogni caso io vengo dalla sicilia e la situazione, almeno per il CdL in informatica, è assai deprimente, di conseguenza dovendomi obbligatoriamente spostare, la scelta è ricaduta proprio su pisa o torino per la loro grande fama nel campo
    Ymir wrote: »
    Fama storica... però relativamente all'Italia non siamo mica da buttare via, dai. Si dice che anche il politecnico di Milano sia buono, anche migliore di Pisa, ma non so se è davvero così e non so cosa viene valutato da chi si mette a dire che un'università italiana è meglio di un'altra. Quali ambiti ti interessano, per ora, per la ricerca?

    Il politecnico di milano presenta solo il corso di laurea in ingegneria informatica, però come CdL non mi ha mai convinto, la trovo un po' troppo dispersiva negli argomenti ed indirizzata fin troppo verso tematiche più "pratiche", inoltre l'atteggiamento di alcuni studenti di ingegneria informatica che ho conosciuto era veramente poco scientifico, di conseguenza la mia scelta è ricaduta su informatica teorica ^^"

    Comunque mi piacerebbe lavorare nel campo della AI o della neuro-informatica/bio-informatica.

    In ogni caso il dottorato vorrei farlo all'estero, di conseguenza ritenete che con uno sforzo maggiore nello studio riesca ad avere basi solide per poter sostenere un dottorato all'estero?
    MindFlyer wrote: »

    Per le altre cose, Pisa è messa maluccio per quanto riguarda la preparazione alla ricerca. Ma non saprei nemmeno che altra università consigliarti, che non sia il MIT (a dire il vero ne conosco poche altre in Italia).
    Il MIT in Italia? Comunque sarebbe bello, però le mie finanze non permettono una scuola tanto prestigiosa :P

  • YmirYmir Posts: 183
    edited January 2016
    Il politecnico di milano presenta solo il corso di laurea in ingegneria informatica
    Ah, allora mi confondevo con Torino.
    Comunque mi piacerebbe lavorare nel campo della AI o della neuro-informatica/bio-informatica.
    Interessano anche me...
    Il sant'Anna ha l'Istituto di BioRobotica, qua. Dovrebbe essere un istituto dignitoso :) http://www.santannapisa.it/it/istituto/biorobotica/istituto-di-biorobotica
    Posso darti in privato il contatto di uno studente che, almeno tre anni fa, stava lavorando a progettazioni di protesi neurali proprio là al S. Anna, così puoi chiedere direttamente a lui informazioni su questi ambiti e Pisa.
    In ogni caso il dottorato vorrei farlo all'estero, di conseguenza ritenete che con uno sforzo maggiore nello studio riesca ad avere basi solide per poter sostenere un dottorato all'estero?
    Per questo lascio la parola a MindFlyer :D
    In che Paese vorresti andare?
  • JokerJoker Posts: 82
    A quanto ho saputo se ti interessano le IA devi stare lontano dal dipartimento di Informatica di Pisa..
  • YmirYmir Posts: 183
    edited January 2016
  • JokerJoker Posts: 82
    edited January 2016
    Dicono perchè ci sia poca gente che se ne occupa, fino a qualche anno fa erano tipo in due. Questo penso intendessero per quanto riguarda gente che ha un certo potere all'interno del dipartimento... Comunque in genere chi vuole studiare le IA alla magistrale va via da Pisa, perlomeno al secondo anno. Purtroppo così mi è stato spiegato quindi puoi credermi come non credermi.
  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited January 2016
    In ogni caso il dottorato vorrei farlo all'estero, di conseguenza ritenete che con uno sforzo maggiore nello studio riesca ad avere basi solide per poter sostenere un dottorato all'estero?
    Certo! Specialmente in Nord America tutti daranno per scontato che tu abbia la preparazione di uno studente universitario, e quindi abbastanza scarsa, come ho potuto vedere (se si escludono i vari MIT, etc.). Ma si aspetteranno anche che tu ti dia molto da fare e abbia un certo feeling con la materia e una certa facilità a imparare e produrre. E' chiaro che i risultati li dovrai ottenere, e quindi tutto si baserà sulla tua voglia di fare e sulle idee che hai. Poi ci sono anche parassiti che si attaccano a gruppi di ricerca e vivacchiano senza fare quasi nulla se non brancolare nel buio e scribacchiare idee di altri, ma probabilmente non sarà il tuo caso. :D

    Il MIT in Italia? Comunque sarebbe bello, però le mie finanze non permettono una scuola tanto prestigiosa :P
    No, il senso era: ne conosco poche altre in Italia oltre a Pisa. Incidentalmente, il MIT lo consiglio. :D
    Riguardo alle finanze, specialmente dal Master in poi, le università americane offrono varie borse di studio che coprono quasi tutto, e non è troppo difficile accaparrarsele.
  • YmirYmir Posts: 183
    edited June 2016
    Joker wrote: »
    Dicono perchè ci sia poca gente che se ne occupa, fino a qualche anno fa erano tipo in due. Questo penso intendessero per quanto riguarda gente che ha un certo potere all'interno del dipartimento... Comunque in genere chi vuole studiare le IA alla magistrale va via da Pisa, perlomeno al secondo anno. Purtroppo così mi è stato spiegato quindi puoi credermi come non credermi.
    Probabile...
    Mi sa che l'unico progetto di ricerca dell'unipi nell'ambito è Rubicon [e invece no... Update nel post più in basso, del 25 Maggio]http://fp7rubicon.eu/index.php/the-project
    TizioRandom, per quanto riguarda la triennale, da Febbraio avrò Introduzione all'intelligenza artificiale e saprò dirti se almeno il corso è decente.
    Per altre informazioni su IA a Pisa puoi tampinare il Micheli: è uno degli insegnanti di IIA, insegna anche machine Learning e roba simile alla magistrale, lavora a Rubicon e negli ambiti che ti interessano. E' gentile e disponibile. http://www.di.unipi.it/~micheli/


  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited September 2016
    Storicamente IA a Pisa ha sempre fatto cagare a spruzzo. Ma proprio a livelli industriali di produzione di diarrea esplosiva. Da sempre.

    Questa qui sotto è una foto di repertorio di uno studente all'esame di Sistemi Intelligenti II. Credo che in quel momento stesse applicando l'algoritmo di retropropagazione.


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  • YmirYmir Posts: 183
    Ahaha ok hai reso l'idea. Insomma triennale e poi via.
  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    No no, ma non so se è proprio chiaro il concetto. Fare IA a Pisa è un po' come correre una maratona, ecco.


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  • TizioRandomTizioRandom Posts: 7
    edited February 2016
    Ymir wrote: »
    In che Paese vorresti andare?
    Per ora sto pensando di andare ad Edimburgo, conoscendo il posto e considerando i prezzi parecchio bassi dei costi universitari rispetto al resto dell'inghilterra credo sia la scelta più ideale; un'altra possibile alternativa è la danimarca, nonostante sia un Paese abbastanza caro l'università è gratuita (in tutto, libri di testo e fotocopie compresi), comunque devo ancora ben ponderare la scelta. In ogni caso potrei decidere di continuare all'estero i miei studi già dalla magistrale, prendendo così a pisa solo la triennale, mi consigliate di procedere in tal senso?

    MindFlyer wrote: »
    No, il senso era: ne conosco poche altre in Italia oltre a Pisa. Incidentalmente, il MIT lo consiglio. :D
    Riguardo alle finanze, specialmente dal Master in poi, le università americane offrono varie borse di studio che coprono quasi tutto, e non è troppo difficile accaparrarsele.

    Davvero? Allora vedrò di informarmi per bene e sfruttare queste opportunità :D

    Comunque avrei una domanda, la ricerca nell'informatica quantistica ha futuro (nel mondo, non solamente in italia)? La fisica è una delle mie più grandi passioni, insieme all'informatica (e la scelta fra fisica ed informatica come Cdl è ancora combattuta) e lavorare in un campo che comprende entrambi i campi di studio che più mi appassionano non può che esaltarmi!

    P.s. Comunque io ricordavo chepisa per la triennale presentasse due "curriculum" diversi, come mai sono stai rimossi? A vostra opinione ha minato l'offerta formativa proposta?
  • YmirYmir Posts: 183
    edited February 2016

    P.s. Comunque io ricordavo chepisa per la triennale presentasse due "curriculum" diversi, come mai sono stai rimossi? A vostra opinione ha minato l'offerta formativa proposta?
    Alla fine non è che cambi tantissimo, però mi piaceva la divisione in curricula (io seguo ancora quel regolamento, ma se ti iscrivi adesso non puoi)... col metodologico c'erano crediti in più per cose teoriche.
    Non lo so perché sono stati rimossi... Ora ci hanno ridotto Calcolabilità e Complessità e Interazione Uomo Macchina (le parti teoriche).
  • Comunque avrei una domanda, la ricerca nell'informatica quantistica ha futuro (nel mondo, non solamente in italia)? La fisica è una delle mie più grandi passioni, insieme all'informatica (e la scelta fra fisica ed informatica come Cdl è ancora combattuta) e lavorare in un campo che comprende entrambi i campi di studio che più mi appassionano non può che esaltarmi!

    Sìsì, anche se oggi è un argomento un po' di nicchia, almeno dal lato informatico. Penso che sia evitato non per mancanza d'interesse, ma perché è difficile trovare una posizione come ricercatore facendo quantum computing.

  • MindFlyer wrote: »
    Comunque avrei una domanda, la ricerca nell'informatica quantistica ha futuro (nel mondo, non solamente in italia)? La fisica è una delle mie più grandi passioni, insieme all'informatica (e la scelta fra fisica ed informatica come Cdl è ancora combattuta) e lavorare in un campo che comprende entrambi i campi di studio che più mi appassionano non può che esaltarmi!

    Sìsì, anche se oggi è un argomento un po' di nicchia, almeno dal lato informatico. Penso che sia evitato non per mancanza d'interesse, ma perché è difficile trovare una posizione come ricercatore facendo quantum computing.

    Allora spero che nei prossimi anni diventi meno di nicchia, in ogni caso farò del mio meglio, come settore mi interessa parecchio!

    In ogni caso, qualche parere sull'offerta formativa a Pisa? Com'è bilanciata la teoria dalla pratica (e quest'ultima è propedeutica per l'apprendimento di nuove conoscenze oppure è indirizzata al "favorire" il lavoro in azienda)? La componente matematica presente nel cdl è sufficiente per la formazione scientifica alla quale ambisce (la mancanza di Analisi ' è un problema)? I professori, oltre ad essere esperti nei campi che insegnano (o almeno ciò si evince dai curriculum di alcuni di essi), sanno anche insegnare?

    Scusate per la valanga di domande, comnque vi ringrazio per il tempo speso, mi avete chiarito non poco le idee ^^

  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited February 2016
    In una parola: no.

    C'era un corso di quantum computing a Pisa una decina d'anni fa, ma è stato poi abolito, evidentemente perché era un corso a scelta e non lo faceva nessuno (ebbene sì, questa è la prassi).

    La teoria e la pratica a Pisa sono ben bilanciate, ma sono entrambe piuttosto scarse. Parlo in senso assoluto, e non relativamente alle alternative italiane. Le alternative le conosco poco, ma mi dicono che siano generalmente peggio.

    La componente matematica non solo è insufficiente, ma non è pervenuta. Semplicemente, matematica non si fa. Si fanno cose che ci assomigliano, ma poca roba, a livelli abbastanza infantili, e assolutamente nulla che sia d'aiuto nella ricerca vera e propria. Sta a te prepararti decentemente per quello che vorrai fare dopo, nel tuo tempo libero tra un corso inutile di semantica e uno farsesco di sistemi informativi territoriali.

    Alcuni professori sono esperti nei campi che insegnano, altri non li chiamerei proprio esperti... C'è una quantità allarmante di gente in quel dipartimento che non ho idea di come sia finita in un'università. Direi che nessuno sa insegnare. Far accorgere un professore di un errore che sta facendo a lezione è un'impresa impossibile, e di solito arrivano a darti retta solo dopo la prima e-mail, se hai la forza di perseverare così a lungo (nei loro interessi, peraltro). Questo vale anche per i più blasonati. In molti casi è colpa degli studenti, che sono una massa indistinta e svogliata di ignoranti abissali, a cui i professori non fanno che adeguarsi passivamente scollegando tutti i neuroni dalla bocca e abbassando il livello dei corsi il più possibile.
  • YmirYmir Posts: 183
    MindFlyer wrote: »
    Direi che nessuno sa insegnare.
    Prima vediamo cosa intende TizioRandom per "sapere insegnare". Cosa ti aspetti da un insegnante?
  • MindFlyer wrote: »
    In una parola: no.

    C'era un corso di quantum computing a Pisa una decina d'anni fa, ma è stato poi abolito, evidentemente perché era un corso a scelta e non lo faceva nessuno (ebbene sì, questa è la prassi).

    La teoria e la pratica a Pisa sono ben bilanciate, ma sono entrambe piuttosto scarse. Parlo in senso assoluto, e non relativamente alle alternative italiane. Le alternative le conosco poco, ma mi dicono che siano generalmente peggio.

    La componente matematica non solo è insufficiente, ma non è pervenuta. Semplicemente, matematica non si fa. Si fanno cose che ci assomigliano, ma poca roba, a livelli abbastanza infantili, e assolutamente nulla che sia d'aiuto nella ricerca vera e propria. Sta a te prepararti decentemente per quello che vorrai fare dopo, nel tuo tempo libero tra un corso inutile di semantica e uno farsesco di sistemi informativi territoriali.

    Alcuni professori sono esperti nei campi che insegnano, altri non li chiamerei proprio esperti... C'è una quantità allarmante di gente in quel dipartimento che non ho idea di come sia finita in un'università. Direi che nessuno sa insegnare. Far accorgere un professore di un errore che sta facendo a lezione è un'impresa impossibile, e di solito arrivano a darti retta solo dopo la prima e-mail, se hai la forza di perseverare così a lungo (nei loro interessi, peraltro). Questo vale anche per i più blasonati. In molti casi è colpa degli studenti, che sono una massa indistinta e svogliata di ignoranti abissali, a cui i professori non fanno che adeguarsi passivamente scollegando tutti i neuroni dalla bocca e abbassando il livello dei corsi il più possibile.

    Davvero la situazione è così drammatica? Molto avvilente come cosa, soprattutto se si considera che Pisa è considerata la migliore riguardo informatica pura... A conti fatti vale veramente la pena frequentarla? A questo punto mi iscrivo a Fisica a Pisa e bon, almeno ciò che promette cerca di mantenere senza perdite di tempo...
    Ymir wrote: »
    MindFlyer wrote: »
    Direi che nessuno sa insegnare.
    Prima vediamo cosa intende TizioRandom per "sapere insegnare". Cosa ti aspetti da un insegnante?

    Che abbia le conoscenze di ciò che insegna e che la sua esposizione di quest'ultimi sia chiara e concisa, credo che queste siano le minime skill che un insegnate dovrebbe possedere.

  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited February 2016
    A questo punto credo che la nomea di Pisa derivi dalla quantità immonda di semantica che si fa.
    Se ti piacciono sia fisica che informatica, fai fisica. E' che a fisica va chi ha mediamente più voglia di studiare, e questo permette anche ai professori d'insegnare davvero le cose. L'informatica, al livello a cui la si fa nel corso di laurea, puoi studiarla anche da solo, con l'enorme vantaggio di poter scegliere le cose che ti interessano.
  • MindFlyer wrote: »
    A questo punto credo che la nomea di Pisa derivi dalla quantità immonda di semantica che si fa.
    Se ti piacciono sia fisica che informatica, fai fisica. E' che a fisica va chi ha mediamente più voglia di studiare, e questo permette anche ai professori d'insegnare davvero le cose. L'informatica, al livello a cui la si fa nel corso di laurea, puoi studiarla anche da solo, con l'enorme vantaggio di poter scegliere le cose che ti interessano.

    Ma, per curiosità, il problema sono i programmi oppure il modo in cui vengono trattati? Perché se il secondo caso è il problema mi metto di buona volontà ed approfondisco gli argomenti, se invece è il primo caso mi ritrovo particolarmente spaesato. Inoltre il problema della semantica si presenta anche alla triennale? Perché volendo, come già detto, potrei fare la specialistica all'estero senza problemi.

    Grazie mille per l'aiuto ^^

    P.s. Comunque al MIT non c'è il cdl in "Computer Science", ma solo in "Electrical Engineering and Computer Science", che dal nome sembra una cosa simile ad Ingegneria informatica
  • Il problema è sia il programma che il modo in cui gli argomenti sono trattati. Il programma secondo me è troppo orientato alle applicazioni, e la teoria troppo superficiale. E' come se volessero formare degli ingegneri di serie B e dei matematici di serie F. Insomma evitano accuratamente di formare degli informatici.

    Il problema della semantica si presenta già dal primo anno. Almeno era così anni fa, ma dubito che sia cambiata questa cosa, che sembra essere il marchio di fabbrica dei corsi di Pisa.

    Riguardo al MIT, se dice Electrical Engineering and Computer Science, vuol dire che allora l'informatica è lì dentro. Ho un conflitto d'interessi a parlare di questi corsi perché alcune lezioni sono basate su cose che ho fatto io, ma comunque credo che la qualità sia eccellente (a livello mondiale).
  • YmirYmir Posts: 183
    edited February 2016
    Che abbia le conoscenze di ciò che insegna e che la sua esposizione di quest'ultimi sia chiara e concisa, credo che queste siano le minime skill che un insegnate dovrebbe possedere.
    Quello c'è, a parte qualche caso. Col fatto che quasi tutti i corsi sono divisi in A e B per via dei tanti iscritti, se becchi un insegnante cane puoi sempre andare a seguire quello dell'altro corso.
    MindFlyer wrote:
    Il problema è sia il programma che il modo in cui gli argomenti sono trattati. Il programma secondo me è troppo orientato alle applicazioni, e la teoria troppo superficiale. E' come se volessero formare degli ingegneri di serie B e dei matematici di serie F. Insomma evitano accuratamente di formare degli informatici.
    Sì, non hai torto... va sempre più verso le applicazioni... comunque i professori dei loro programmi dicono che ti forniscono le basi per poter approfondire da solo quello che ti interessa. Ovviamente se uno da solo non sa bene dove andare a guardare può chiedere aiuto ai professori. Li ho visti tutti molto disponibili.
    Vorrebbero bilanciare teoria e pratica. Sarà discutibile, insomma, ma se lui si impegna col lavoro extra per quello che gli interessa non dovrebbe uscirne uno schifo, dai, come hai fatto tu. C'è da dire che non è facile trovare tempo per le cose extra, eh, devi organizzarti bene.

    P.S. io l'ho studiata volentieri la semantica nei corsi di programmazione ç.ç In che altri corsi c'è? non mi è sembrata sta quantità immonda finora.
  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited February 2016
    Ymir wrote: »
    P.S. io l'ho studiata volentieri la semantica nei corsi di programmazione ç.ç In che altri corsi c'è? non mi è sembrata sta quantità immonda finora.

    Quando studiavo io c'era un corso al primo anno (Turini) che introduceva il formalismo, un altro di programmazione al primo anno (Gadducci) che usava lo stesso formalismo, uno al secondo anno (Montangero) che ripeteva le stesse cose e le applicava a un frammeto di Java, uno obbligatorio al primo anno di specialistica (Montanari) che sostanzialmente spiegava l'equivalenza tra semantica operazionale e denotazionale, un altro obbligatorio (Levi) che costruiva su carta un interprete Lisp e ci si masturbava sopra, e uno facoltativo (Montanari) che partiva con la teoria delle categorie e poi iniziava a delirare. Questi sei corsi li ho fatti tutti (l'ultimo l'ho fatto come corso SNS, ed ero praticamente obbligato a sceglierlo), e se non avessi cercato di evitarli me ne sarei beccati chissà quanti altri.

    Tutto questo florilegio di corsi di semantica si traduce in un macchinario formale grottesco e immenso con cui riesci a spiegare a un marziano cosa fanno i programmi che scrivi, dei quali peraltro tu hai una comprensione intuitiva perfetta dal primo corso di programmazione, e non certo perché sai la semantica formale. Insomma una cosa profondamente inutile, anche perché se volessi applicarla a situazioni reali (per dimostrare la correttezza di un programma, per esempio) ti scontreresti con l'estrema sconvenienza del macchinario di cui sopra, e saresti perso ancor prima di cominciare.
  • YmirYmir Posts: 183
    edited February 2016
    MindFlyer wrote: »
    Quando studiavo io c'era un corso al primo anno (Turini) che introduceva il formalismo, un altro di programmazione al primo anno (Gadducci) che usava lo stesso formalismo, uno al secondo anno (Montangero) che ripeteva le stesse cose e le applicava a un frammeto di Java, uno obbligatorio al primo anno di specialistica (Montanari) che sostanzialmente spiegava l'equivalenza tra semantica operazionale e denotazionale, un altro obbligatorio (Levi) che costruiva su carta un interprete Lisp e ci si masturbava sopra, e uno facoltativo (Montanari) che partiva con la teoria delle categorie e poi iniziava a delirare. Questi sei corsi li ho fatti tutti (l'ultimo l'ho fatto come corso SNS, ed ero praticamente obbligato a sceglierlo), e se non avessi cercato di evitarli me ne sarei beccati chissà quanti altri.

    Tutto questo florilegio di corsi di semantica si traduce in un macchinario formale grottesco e immenso con cui riesci a spiegare a un marziano cosa fanno i programmi che scrivi, dei quali peraltro tu hai una comprensione intuitiva perfetta dal primo corso di programmazione, e non certo perché sai la semantica formale. Insomma una cosa profondamente inutile, anche perché se volessi applicarla a situazioni reali (per dimostrare la correttezza di un programma, per esempio) ti scontreresti con l'estrema sconvenienza del macchinario di cui sopra, e saresti perso ancor prima di cominciare.

    Oh... ora dovrebbe essere solo in Programmazione 1 e 2 (e un po' in logica), però non sono corsi di semantica, è solo una componente e li hanno ampliati (ampliati? magari ridotti se prima i laboratori erano corsi a parte) con progetti e programmazione pratica.

  • Gli ampliamenti non esistono.
  • JokerJoker Posts: 82
    edited February 2016
    Alla magistrale solo nel primo anno ci sono già due corsi che la trattano, in uno è addirittura l'argomento principale. lol
    Che poi detto sinceramente dopo anni di studio a Pisa uno si fa l'idea che di teoria dell'informazione ci sia solo questo.
  • Il punto è che tra seguire i corsi e prepararmi per gli esami e studiare argomenti non trattati all'uni rischio veramente di annullarmi, un conto è approfondire gli argomenti trattati, che anzi fa piacere se appassionano, un altro è studiare roba che non vedi neanche con la coda dell'occhio all'università...

    Devo valutare bene la situazione...

  • MindFlyerMindFlyer Posts: 436
    edited February 2016
    Se vuoi fare ricerca, significa che mangi gli esami a colazione. Specialmente quelli d'informatica, che è considerata una materia facile tra le scienze. E se studiare cose extra ti piace, non ti pesa nemmeno tanto dedicarci la maggior parte del tempo. Se non è così, evita la ricerca e fai altro.
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